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Sound is dogma: il primo album che non contiene alcuna musica.

Intervista al duo artistico Nessun Dharma

Stefano Malosso, Direttore di Limina Rivista e firma di Linus e Doppiozero, intervista Matteo Bonera e Michele Zuccarelli Gennasi, menti del progetto artistico ṅ̵̹̍͛͆̿̈́͊̀͝ę̵̨̠͈̗̊̽̌̓̆̀̄s̸̛̜̓̎͛̄̐̋̃̐s̵̯̟̑͂͝u̸̮̥͈͍̯̅̀̈̆͘n̸̨͙͝ ̸̖̞͈͔͎͖̙̝͓́͛͌͑͛̀̍̽͠d̸͕̔̓͝h̸̪͆̑̆̊̀à̵̹͔͓̥̥̂̄͌r̷͚͍̪̱̀̾̐̓͂̚͘͜͠ͅm̶̠̫̻̼͖̉̽͒͜͠á̷̱͙͇͇̹̮̈́ͅ.

Qual è la visione artistica del progetto, il seme germinale dal quale tutto ha avuto inizio?

Nessun Dharma nasce dalla visione artistica di Michele Zuccarelli Gennasi e Matteo Bonera. Pur avendo due percorsi di formazione e di esperienza molto diversi, l’utilizzo del suono come materiale primordiale di composizione artistica è il ponte che unisce i due. Riconoscendo il suono, attraverso una liturgia, come unica presenza/non presenza del reale e instaurando una meta-relazione di esso con una parte visuale, il duo si presuppone di costruire performance basate sulla fisicalizzazione del suono tramite volumi elevati.

Uüüünnnføøøøldiiiiiiiing — ṅ̵̹̍͛͆̿̈́͊̀͝ę̵̨̠͈̗̊̽̌̓̆̀̄s̸̛̜̓̎͛̄̐̋̃̐s̵̯̟̑͂͝u̸̮̥͈͍̯̅̀̈̆͘n̸̨͙͝ ̸̖̞͈͔͎͖̙̝͓́͛͌͑͛̀̍̽͠d̸͕̔̓͝h̸̪͆̑̆̊̀à̵̹͔͓̥̥̂̄͌r̷͚͍̪̱̀̾̐̓͂̚͘͜͠ͅm̶̠̫̻̼͖̉̽͒͜͠á̷̱͙͇͇̹̮̈́ͅ

Com’è nato il progetto?

Entrambi accomunati dall’idea di suono come esperienza trascendentale, la collaborazione inizia nel 2017 registrando in presa diretta stereo delle lunghe sessioni di improvvisazione, esplorando la materia e scolpendo l’aria attraverso l’uso di volumi elevati.

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Per la stessa ragione del suono, Palazzo Broletto, Brescia

L’idea è stata successivamente trasporta da sperimentazione laboratoriale a evento collettivo; in occasione della Notte della Cultura — avvenuta il 6 ottobre 2018 a Brescia — prende vita la performance Per la stessa ragione del suono: nella bella cornice del portico di Palazzo Broletto viene trasmesso un bordone di Do per tre ore consecutive, nota dominante sulla quale artisti e performer provenienti da stili musicali differenti si alternano in un flusso di improvvisazione.

Dal successo dell’iniziativa è nata l’idea di dare una forma “fisica” alle sessioni di improvvisazioni, estraendo una selezione sonora dall’archivio documentale audiovisivo. La raccolta e post-produzione del materiale, avvenuta nel 2019, si concretizza a settembre 2020 con l’opera Sound is dogma, vero e proprio manifesto artistico del progetto.

Quale concept soggiace dietro al progetto Sound is dogma?

Pubblicato in formato Compact Disc, Sound is dogma è il primo album che non contiene alcuna musica incisa sopra.

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Plastic box and laser prints on acetate and pvc.142 × 125 × 10 mm (5.59 × 4.92 × 0.39 in).Total volume 177.5 cm³.

Il disco di plastica trasparente contenuto nel diafano jewel case è assolutamente identico ad un classico CD musicale. L’incisione è stata sostituita dalle istruzioni per poter accedere ad un archivio digitale contenente le documentazioni sonore nei diversi formati.

L’effetto di senso sottolinea al fruitore la natura totalmente effimera del suono e la conseguente non-possibilità di essere inciso e riprodotto attraverso un qualsiasi supporto senza perdita dell’esperienza, qualità e possesso.

Negli anni si è assistito alla crescente e paradossale necessità del possesso della documentazione fisica collegata al suono stesso rappresentata dal feticcio dell’album; sia esso su supporto magnetico, di plastica, di vinile o bit, aumentando la separazione tra sorgente, suono e documento. Questo paradossale iato, individuato da R. Murray Schafer negli anni 70 con il termine “schizofonia”, si accentua con la de-fisicalizzazione completa del documento sonoro con l’introduzione dei media digitali e le piattaforme di streaming che si frappongono tra suono ed ascoltatore; facendo crescere in quest’ultimo la necessità di recupero dell’esperienza originaria; individuabile nell’esperienza della performance dal vivo e nel suo surrogato qualitativamente ed esperienzialmente inferiore del brano in alta qualità (digitale o analogica che sia).

È in questo senso che la performance dal vivo, nella sua unicità spazio-temporale riacquista il suo senso originario; come accompagnamento di un’esperienza spirituale. “Sound is dogma” — cioè “il suono è dogma” — diventa quindi un invito a considerare il suono come presente e non presente allo stesso tempo, percependolo come parte di una fede.

Ci potete raccontare altri dettagli sull’immaginario visuale del vostro lavoro?

L’immaginario visuale è stato realizzato con software di grafica procedurale. Esso si articola in immagini statiche e dinamiche, caratterizzate dalla ripetizione di geometrie primitive (punto, linea, forma). Queste form(ul)e vengono modificate nel tempo e nello spazio da alcuni campi di deformazione, influenzandosi l’un l’altra.

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Dettaglio dell’immaginario visuale

Protagonista indiscusso della parte visuale è l’estensivo utilizzo del colore giallo, simbolo della luce solare. A completamento dello spettro cromatico trovano spazio il colore nero e il non-colore trasparente. In questo rapporto di colori si può percepire che la luminosità di un corpo traslucido sovrapposto all’oscurità si schiarisce passando dal viola, all’indaco, al blu fino all’azzurro; il cielo di giorno appare di questa cromatura poichè il mezzo dell’atmosfera è rischiarato dalla luce solare (bianco-gialla). Con il tramonto il cielo assume una tinta sempre più scura, fino al blu notte, dovuto alla minima e soffusa luce stellare.

Perché la scelta del nome Nessun Dharma?

Dharma significa Legge o le cose come sono. Il Nessun posto antecedentemente ne nega l’esistenza, in una visione rarefatta e minimalista dove esiste solo e unicamente il suono, sopra alla legge universale.

Il nome nasce per descrivere una performance di un progetto di Michele. Eseguita in Piazza Loggia per la Festa dell’Opera, consisteva in una rielaborazione elettronica/vaporwave della famosa aria “Nessun Dorma” della Turandot di Giacomo Puccini. Il materiale musicale campionato da una famosa registrazione con Luciano Pavarotti viene modulato e distrutto per collocare idealmente la vicenda in un estremo Oriente diverso rispetto a quello della composizione originale: l’oriente post-bomba atomica, accelerato e pieno di contraddizioni viste da un occhio occidentale.

L’unione tra estremo oriente e Nessun Dorma ha scaturito il divertissement che ha dato nome al duo artistico “Nessun Dharma”.

Approfondisci / contribuisci: www.nessundharma.com

Written by

Professor at Politecnico di Milano, Creative director at The Visual Agency

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